• ARCHIVIO ROGGERO: Memoria di Arenzano - di Carlo Roggero (1902-1990)

Santa Chiara La Grande Festa del 12 agosto

Arenzano - Oratorio di S. Chiara

 

Immaginate Arenzano con venti velieri nella baia, il suono delle campane, colpi di cannone e una piazza gremita di marinai...

 

Carlo Roggero ha saputo ricercare e cogliere le informazioni che oggi ci permettono di rivivere un pezzo di storia.

 

 

Arenzano - Oratorio di S. Chiara
(Foto Archivio Roggero)

 

Fino all'anno 1850 circa, nella ricorrenza di Santa Chiara, il giorno 12 agosto, gli arenzanesi vivevano una giornata di intensa commozione, di animazione e di traffici, che oggi è un po' difficile immaginare!

Per capire bisogna riportarsi con il pensiero a quei tempi, nei quali la marineria era sicuramente importante: cantieri navali, carpentieri navali, maestri d'ascia, calafati, ciavèiri, marinai, nostromi, capitani, armatori, ecc... Moltissime famiglie del borgo avevano a che fare con il mare!

Le cinquanta navi degli arenzanesi che solcavano i mari, forse erano anche di più, perché la leggenda dice che alle prime luci dell'alba del 12 agosto di ogni anno già erano ancorate davanti al paese numerose navi e velieri di arenzanesi, e altre ne arrivavano in mattinata per partecipare alla festa.

Gettavano l'ancora nella RADA per passare la giornata in paese con i parenti, i famigliari e gli amici. Avevano fatto voto di partire per i loro lunghi viaggi da Arenzano sotto la protezione di Santa Chiara.

Raccontano gli anziani che i loro nonni dicevano che il mare davanti al paese era uno spettacolo indescrivibile di velieri di ogni tipo, con gli alberi e le vele pavesati a festa!

Arenzano 1840 - Festa di S.Chiara - Le navi degli armatori arenzanesi ancorate davanti al paese <br>(Questa immagine è stata realizzata con IA)

Arenzano 1840 - Festa di S.Chiara - Le navi degli armatori arenzanesi ancorate davanti al paese (Questa immagine è stata realizzata con IA)

 

Era uno spettacolo indescrivibile di alberi, cordami e vele, capace di entusiasmare anche il più restio in materia marinaresca.

Si intrecciavano le lance delle navi con i marinai che scendevano a terra e con i gozzi degli arenzanesi che gironzolavano attorno ai velieri.

In paese le strade erano animate, le botteghe e le osterie piene di gente, le famiglie in festa!

L'effetto psicologico atteso da tutti, ancor più delle odierne manifestazioni di fuochi d'artificio, era la sparatoria a salve che molti di quei velieri effettuavano con i cannoni di bordo al passaggio della processione in Via della Marina, nel pomeriggio.

Non tutti i velieri avevano i cannoni: li possedevano i più grandi, autorizzati a difendersi dai pirati, come il capitano Antonio Sturla.

Alcuni capitani riuscivano a procurarsi almeno un cannone per quella occasione ed è difficile, per noi, immaginare l'effetto che dovevano fare tutte quelle navi in rada, in piena estate, il fumo delle cannonate, il mare pieno di velieri e di lance, il suono delle campane a distesa e lo scoppio dei mortaretti!

Ci sarebbe materiale da vendere per un film a lungometraggio!

Dopo la festa le navi ripartivano: chi per lunghi viaggi di mesi, chi per rientrare nel porto da dove era partito per essere presente in paese, e chi per rientrare in porto dopo lunghi mesi di navigazione.

Raccontano gli anziani che alcuni capitani, per venire all'annuale appuntamento di Santa Chiara, ritardavano la data di partenza da Genova, cercavano di guadagnare qualche giorno sull'arrivo oppure ritardavano volutamente l'ingresso in porto

Il grande tendone (Foto Archivio Roggero) Il grande tendone
(Foto Archivio Roggero)

 

La piazzetta di Santa Chiara veniva trasformata in un salotto d'incontro per tutti i capitani, gli armatori e i marinai.

Erano predisposti tavolini e sedie sotto un grande tendone che copriva anche gli alberi di gelso presenti sulla piazzetta.

Numerose bandierine pavesavano a festa tutto l'ambiente.

La presenza di molti capitani alla festa significava anche ricchezza, perché tutti, chi più e chi meno, elargivano somme di denaro per beneficenza.

Sotto quella tenda alla marinara, quegli uomini di mare avevano l'impressione di essere a bordo delle loro navi e, mentre si mettevano bene in vista per essere osservati, osservavano a loro volta la gente che entrava o usciva dall'Oratorio oppure si fermava a salutarli e a rivolgere loro i complimenti.

Disegno di Giuseppe Roggero – pubblicato nel volume: In cammino da duemila anni sulla strada della storia Disegno di Giuseppe Roggero – pubblicato nel volume: In cammino da duemila anni sulla strada della storia

 

Laura Roggero