Per quasi duemila anni la Parrocchia dei Santi Nazario e Celso aveva accompagnato la storia di Arenzano.
Poi arrivarono tre giorni d'agosto del 1944.
Arenzano - Parrocchia - dedicata ai SS. Nazario e Celso
(Disegno G.Roggero)
Per quasi duemila anni la Parrocchia dei Santi Nazario e Celso aveva accompagnato la storia di Arenzano. Aveva visto passare invasioni, pestilenze, carestie, corsari barbareschi, blocchi navali e guerre.
Era cambiata, si era ampliata, aveva seguito la crescita del paese senza mai perdere il suo ruolo di cuore della comunità. Poi arrivarono tre giorni d'agosto del 1944.
Tre giorni che avrebbero cambiato tutto.
È il giorno di Santa Chiara. La guerra è ormai entrata nella quotidianità, ma la vita cerca ancora di seguire il suo corso.
Dal cielo, però, iniziano ad arrivare i grandi bombardieri americani della 15ª Air Force. Alle 10:29, da oltre 5.500 metri di quota, i B-24 Liberator del 451st Bomb Group sganciano duecento bombe da 500 libbre dirette verso Arenzano.
Le fotografie americane della missione, ritrovate e studiate molti anni dopo, mostrano persino gli ordigni in caduta libera, diciotto secondi prima dell'impatto con il suolo. Un documento straordinario, che permette ancora oggi di ricostruire con precisione quei momenti.
Fotografia allegata al rapporto della missione n° 101 dello Squadrone 726 del BG 451 del 12 Agosto 1944 su Arenzano, avvenuta alle ore 10,29 e da un'altezza di 18.200 piedi (m. 5547).
Ogni aereo trasportava 10 bombe da 500 libbre (Kg 227).
Furono sganciati 200 ordigni, che impiegavano 18 secondi a raggiungere terra.
Nell'eccezionale immagine sono raffigurate, sulla visione aerea di Arenzano, le 10 bombe appena lanciate dall'aereo che precedeva quello che ha eseguito la fotografia.
La direzione dell'asse di attacco dei due velivoli consente di stabilire che il carico esplosivo di questi ultimi è finito in mare.
La domenica dovrebbe essere un giorno di festa. In Parrocchia è il giorno delle Prime Comunioni.
Le famiglie cercano di regalare ai bambini una giornata che assomigli il più possibile alla normalità.
Ma poco dopo mezzogiorno il cielo torna a riempirsi di aerei.
B-24 Liberator in azione
Padre Gerolamo Salvatico annota nel suo diario una frase tanto semplice quanto impressionante:
"Alle 13,30 cinquantadue quadrimotori bombardano ARENZANO."
Poche parole. Ma bastano a raccontare la paura di un paese che, ancora una volta, corre verso i rifugi al suono lugubre della sirena che avvisa la popolazione dal tetto dell’ex “Hotel Roma”.
Intorno alle undici la formazione dei bombardieri compare ancora una volta sul paese.
Chi si trova al lavoro o ha la casa in collina o sulle alture del paese li può vedere sbucare improvvisamente dalla Gavetta e sorvolare Arenzano. Gli aerei sganciano molte bombe sopra una vasta zona.
Questa volta anche la Parrocchia viene colpita.
Le bombe attraversano la copertura.
Crolla il grande tetto.
Va distrutta la preziosa volta affrescata da Francesco Semino.
Il vasto pavimento policromo viene devastato.
Dopo quasi duemila anni di storia, la Parrocchia dei Santi Nazario e Celso è gravemente colpita.
Un ricordo che non si è mai spento
Le fotografie raccontano le macerie.
I documenti descrivono i danni.
Ma sono le testimonianze delle persone a restituire il volto umano di quella tragedia.
Tra le pagine raccolte da Carlo e Giuseppe Roggero compare il ricordo di chi, allora ragazzo, vide con i propri occhi le bombe cadere sulla chiesa.
Nessun rapporto militare potrà mai descrivere ciò che videro gli occhi di chi era presente:
"... l’ho viste propriu ben vegnì zù, belle drite in scià teitu da Parrocchia. Ean 4 bumbe e nu me puriò scurdà mai ciù. Ghe l'ho ancun lì davanti ai òggi... e mi stavu lì a ammiale... intantu nu puèivu miga faghe ninte…”
(“...l'ho viste proprio bene venire giù, belle dritte sul tetto della Parrocchia. Erano 4 bombe e non me le potrò dimenticare mai più. Le ho ancora lì davanti agli occhi... e io stavo lì a guardarle... intanto non potevo mica farci niente!”).
“...erano 50 e più aerei bombardieri sbucati dalla Gavetta... di quelli a due code...” (B-24 Liberator)
Lo scoppio del grappolo di bombe che avevano centrato il tetto era avvenuto all'interno della chiesa e lo spostamento d'aria aveva letteralmente sollevato verso l'alto tutta la grande cupola, tosto ricaduta all'interno in un immenso polverone.
Un'immagine rimasta impressa nella memoria per tutta la vita.
La Parrocchia di Arenzano colpita da 4 bombe da 1000 libbre - 14 agosto 1944
Parrocchia di Arenzano dopo il bombardamento del 14 agosto 1944
Per molti anni quei bombardieri sono rimasti soltanto il simbolo della distruzione.
Ma dentro quegli aerei c'erano ragazzi poco più che ventenni.
Uno di loro si chiamava William "Bill" Blankenship.
Era nato il 5 novembre 1923. Aveva diciannove anni quando fu mandato in Italia come mitragliere di un B-24 Liberator del 449th Bomb Group, di base a Grottaglie.
Terminò il servizio di volo un mese prima del bombardamento di Arenzano e, quasi sessant'anni dopo, iniziò una corrispondenza con Giuseppe Roggero e Lorenzo Giacchero (autori dei libri “La storia siamo noi” e “Dies Irae – Tempi di guerra”), inviando fotografie, ricordi e documenti utilissimi per ricostruire quegli eventi.
Scrisse una frase che aiuta ancora oggi a comprendere il dramma vissuto da entrambe le parti:
“Ricordate sempre: eravamo ragazzi di diciannove e vent’anni. Facevamo quello che ci avevano mandato a fare.”
Bill Blankenship (in piedi a sinistra) con alcuni membri del suo equipaggio e l’aereo B-24 Worrybird, Uccello che tormenta.
Ricostruire ciò che accadde in quei tre giorni non è stato semplice.
Fotografie aeree americane, rapporti militari, diari, testimonianze, immagini delle macerie e documenti d'archivio sono stati confrontati uno ad uno nelle pazienti ricerche di Carlo e Giuseppe Roggero.
Un lavoro lungo anni che ha permesso di ricostruire gli eventi con una precisione sorprendente e di conservarne la memoria per le generazioni future.
La testimonianza di Bill è una delle tante voci che emergono da questo straordinario patrimonio di documenti.
Una voce che contribuisce a restituire il volto umano della storia, insieme alle centinaia di fotografie, testimonianze e ricerche raccolte nei volumi già citati.
Sembrava la fine. Invece fu l'inizio di una nuova storia. Nel 1946 iniziò la ricostruzione della Parrocchia. Nel dicembre del 1948 il culto riprese nella chiesa ritrovata. Negli anni successivi tornarono gli affreschi, gli altari, il grande organo e, poco alla volta, anche il cuore della comunità riprese a battere.
Ricostruzione tetto Parrocchia di Arenzano
la nuova volta affrescata da Ernesto Massiglio
1952 - La nuova volta affrescata E il genovese Ernesto Massiglio (1895-1974) che assume l’incarico di affrescare la grandiosa volta della Parrocchia riproducendo, sia pure con modeste varianti, la precedente opera del 1866 di Francesco Semino.
Ogni fotografia, ogni appunto, ogni testimonianza raccolta da Carlo e Giuseppe Roggero ci ricorda che dietro quelle pietre non c'è soltanto una chiesa.
C'è la storia di un paese.
Una storia fatta di dolore, di coraggio e di rinascita.
E che merita ancora di essere raccontata e letta.
Tra le centinaia di ordigni sganciati su Arenzano nei tre giorni di bombardamenti dell'agosto 1944, alcuni non esplosero.
Uno di questi, una bomba da 500 libbre (227 kg), fu ritrovato nel 1945 sul litorale da Giuseppe Vernazza, recuperato dagli artificieri, disinnescato e conservato per molti anni in un giardino.
Il 28 marzo 2001 è stato collocato nella Parrocchia dei Santi Nazario e Celso, dove ancora oggi ricorda quei tragici giorni.
Non parla. Eppure racconta più di molte pagine di storia.
Non è soltanto un reperto di guerra.
È un testimone silenzioso di quei giorni d'agosto.
A chi si ferma ad osservarla ricorda che dietro quel freddo metallo ci sono persone, paure, storie e vite improvvisamente cambiate.
Questo articolo nasce da decenni di ricerche, dallo studio di documenti e dal confronto tra fonti diverse, avviati da Carlo Roggero e proseguiti da Giuseppe Roggero insieme a Lorenzo Giacchero.
Diari, fotografie, testimonianze, documenti d'archivio e rapporti militari sono stati pazientemente raccolti, confrontati e studiati per ricostruire una delle pagine più drammatiche della storia di Arenzano.
Ogni fotografia salvata, ogni documento ritrovato e ogni testimonianza raccolta rappresentano un frammento della memoria di Arenzano.
Custodirla significa conoscere meglio chi siamo.
Le pagine dei volumi da cui nasce questo articolo custodiscono molte altre storie, documenti e testimonianze che attendono ancora di essere raccontati.
Un patrimonio che continueremo a raccontare, articolo dopo articolo. Perché ogni storia riportata alla luce restituisce a tutti noi un frammento della memoria di Arenzano.
Il memoriale allestito in Parrocchia per gli 80 anni della distruzione della chiesa, raccoglie molti dei protagonisti di questa storia: le fotografie storiche, il plastico della postazione dei cannoni da 381 mm della Pineta, obiettivo dei bombardamenti, il plastico della Parrocchia e il modellino di un B-24 Liberator, uno degli aerei che sorvolarono Arenzano nell'agosto del 1944.
Ma il messaggio più significativo è quello affidato alle parole del Presidente dell'Associazione del 449th Bomb Group (seconda generazione), che idealmente abbracciano la comunità Arenzano nel ricordo di quei giorni, rinnovando un messaggio di pace, amicizia e riconciliazione.
Ottant'anni dopo, americani e arenzanesi si ritrovano, custodi della stessa memoria.
Laura Roggero
Bibliografia: “La storia siamo noi – di Giuseppe Roggero e Lorenzo Giacchero”
“Dies Irae – di Giuseppe Roggero e Lorenzo Giacchero”